Amo molto le serie televisive prodotte dall’anglica BBC: hanno tutta la qualita’ delle pellicole cinematografiche, depurata dai fuochi d’artificio hollywoodiani, e resa piu’ profonda dal maggior spessore di personaggi e dialoghi. Mi e’ piaciuta da matti la mini serie “Sherlock”, di cui attendo tre nuove, sudatissime puntate: Holmes, e le trame di Conan Doyle, trasportate nei giorni nostri. Avvincente, divertente, intelligente.
L’altro giorno, sul librodellefacce, un mio contatto pubblicava un video di un talet show firmato UK: The Voice. Quattro stelle del mondo della musica a giudicare tanti volti sconosciuti, che sognano il successo e la gloria, fra falsetti e diesis. Ovviamente, un altro pianeta rispetto al nostro cacionarissimo X Factor. Niente urla, litigi, stafilettate…qui i giudici addirittura si aiutano, si scambiano consigli e pacate impressioni, complimenti ed applausi. Ma quel che rimbomba, in questo programma, che dedica massima attenzione alle voci dei partecipanti (e non alle risse sugli spalti) e’ l’incredibile, immenso talento di alcuni giovani sconosciutissimi, e il permanere di un’angosciosa, aleggiante domanda: ma quanti talenti sepolti esisteranno al mondo, mentre a noi vengono dati in pasto i cerotti di Belen? Questo quesito mi mette a disagio, e non poco. Espando il quesito in ogni settore, dell’arte e del sapere, e mi viene un vero e sincero attacco di panico.
Tutta questa premessa scomposta perche’, ogni volta che ascolto qualche britannico e talentuoso artista, all’interno del format, mi viene in mente il pomeriggio trascorso da Giunone Couture, a Torino, una decina di giorni fa: veramente bello, ben condito, ricco e stimolante.
Perche’ Giunone e’ talento senza ombra alcuna, e’ inventiva di design e di proposte, e’ passione e ricerca continua di tagli, strutture, ed altissima qualita’ dei tessuti, e’ bellezza fluida, che non resta ferma, appesa sul manichino. E dovrebbe sfilare sulle passerelle piu’ rosse, per intenderci. Dovrebbe essere nota a tutti, e non solo a Torino.
Ho rimirato la collezione estiva, bellissima, perfetta!, per poi buttarmi nel retro (che e’ sempre il mio luogo dell’invidia: io che nutro segretamente velleita’ nebulose nei confronti della mia macchina da cucire, di fronte ad una sfilata di vecchie Necchi e di rotoli e rotoli di meravigliosi tessuti, provo sempre una fitta di commozione), a toccare tutto, e gustare gli schizzi e a studiare prototipi, ad ammirare un meraviglioso soprabito in via di realizzazione per una fortunatissima sposa (Giunone Couture ha una forte e pura anima sartoriale, e di altissimo livello: abiti su misura, anche da sposa, sono il lieto contorno dell’attivita’): ed in quel mentre, entrava in Atelier una ragazza, accompagnata da un’amica, alla ricerca di un completo da indossare ad un matrimonio.
Che poi, quando sono in visita in qualche negozio, atelier o fiera, mi diverto molto a scrutare lo sguardo indagatore dei clienti, che si ritrovano questa misteriosa presenza (la sottoscritta) che evidentemente non lavora nel luogo, ma che la sa lunga, in qualche modo, e dispensa consigli, spesso non richiesti (non resisto…). Io lo vedo, sulle loro fronti, quel “ma questa…chi cazzo e’?”. Divertente. Mi lusinga che, alla fine, mi venga sempre rivolto un bel sorriso, e che l’acquisto venga immancabilmente concluso. Non devo essere cosi spaventosa, nella mia misteriosa opacita’.
Ed e’ stato proprio in questo incontro con la cliente che Giunone si e’ mostrata in tutta la sua grandezza ed, appunto, fluidita’. Avevo gia’ visto i tagli particolari dei capi, questi abiti complessi strutturalmente, e perfetti nella realizzazione, i dettagli immacolati, le stoffe pregiate. Ora vedevo costruirsi attorno alla ragazza abiti su misura, di corpo e di spirito, che abbracciavano i desideri di questa persona, rendendola piu’ forte e decisa, su un piano estetico, e piu’ stilisticamente ricercata; coglievo in lei una nuova baldanza nel passo e nello sguardo che non aveva poco prima, quando aveva varcato la soglia dell’atelier; apprezzavo la condivisione di suggerimenti preziosi e la scelta corale dei migliori tessuti; ammiravo la presentazione di capi nascosti fra le meraviglie del retrobottega (lo dicevo: il luogo del tesoro), e la creazione di una nuova bellezza, la’ dove non c’era che una domanda. Bellezza tutta di quella fortunata donna, e creatasi come un fiume attorno a lei, non preconfezionata e sorda alla sua vita. Che meraviglia. Il risultato? Mi sono presa anche io uno di questi meravigliosi pantaloni…con un tessuto spettacolare. E non posso dirvi che effetto fenomenale che regalano, una volta indossati.
Non vedo l’ora di averli fra le mani, e di sfoggiarli tronfia, ben lieta di essere entrata nella straripante corrente giunonica. Non credo che poi si riesca ad uscirne molto facilmente. Ma non mi interessa nemmeno il problema: voglio restarci a mollo il piu’ a lungo possibile. E sappiate una cosa, che trovo il tratto piu’ distintivo di un autentico talento: Giunone vi abbraccia, vi abbellisce, vi esalta e vi ascolta. Ma tenendo salda fra le dita la sua fortissima personalita’. Non andate a chiederle un banale abito da sposa, una meringata, od un vestitino sciapo.
Da abbinare con: dolorosa attesa dei miei fantapantaloni, una visita al museo nazionale del cinema di Torino, la ricerca di un sano british aplomb in coda nel traffico, ed un sorriso di fronte agli ultimi, meravigliosi papaveri, ad inondare e colorare le nostre piu’ orrende periferie.
P.s. Giunone Couture e’ creatura di due donne straordinarie. Che non nomino, e lascio in silenzio a creare meraviglie, perche’ credo che la loro Giunone sia oramai maggiorenne, ed abbia preso tutte le sue fattezze e sembianze…Bastera’ entrare nel suo mondo, per conoscere le loro mani ed il loro dono. Vi invito a far domande, a cercare: da Giunone, c’e’ molto di piu’ di quel che viene esposto.

























































































