La sapienza popolare lo sa: le donne emiliane e romagnole sono le piu’ belle, le piu’ solari, le piu’ conturbanti. La designer di gioielli Giulia Boccafogli rende piena giustizia alla tradizione, e’ una donna per cui un uomo girerebbe la testa a 180 gradi, incrociandola per strada. Ha la risata sempre pronta, illumina la stanza dove si trova. Affascina tutti, uomini, donne. Ed e’ straordinariamente intelligente, pronta, attenta.
Sempre apprezzabile il suo lavoro, sempre stupendo il suo creare, a mano, collezioni di bellezza. Ma mai come ora ho potuto vedere quanto e’ ricco il mondo di Giulia, quanto non si fermi di fronte ad una bella giornata di sole, o ad un’ode vacua al vivere gioioso. Lei che potrebbe, lei che ha tutto.
Giulia mi colpisce con una carezza, proponendo la sua nuova collezione, fatta di collane jabot, chiamata Forma Seconda: una collezione straordinaria, dove mostra la sua piena maturita’, nel farsi languida portavoce, come scrive nel suo blog, di un’attrazione per il nero, per il decadente, per la palude. E nella primavera porta i colori del buio, della polvere e delle ombre, rinnegando quelli che, a breve, ci sommergeranno senza chiedere permesso: i colori pastello, gli aranci, le sfumature della dolcezza un po’ beona.
Guardate che ricchezza, le mordide pelli (tutte di recupero) da sole a corollarci come fiori. Cupi.
Ma questa e’ mia convinzione: gli spiriti piu’ profondi, le intelligenze piu’ vive, non possono evitare di coltivare al loro interno un giardino segreto, abbandonato, pieno di cocci rotti e piante morte. Chi non vede la zona oscura della Luna, vive la vita a meta’. Ecco, io, con l’arrivo di questi colli roboanti, abbraccio totalmente Giulia. Perche’, lo ribadisco, lei davvero avrebbe potuto fermarsi con il viso al sole, lei avrebbe potuto riempirci di fiocchi rosa pastello. Ha scelto la via meno facile, meno scontata…e noi, pensiamo! Ed approviamo!
Come scriveva Charles Baudelaire: ” Il male viene fatto senza sforzo, naturalmente, è l’opera del fato.
Il bene è sempre il prodotto di un’arte”. Anche la bellezza, aggiungerei timidamente. Quando non e’ scontata.
Da abbinare con: “Creep” dei Radiohead di sottofondo, tshirt bianca, giacca scura, jeans e scarpe nere, tacco svettante. E qualche poema decadente che rimbombi in testa. Che a volte, e diciamocelo!, non c’e’ proprio niente da ridere.
Le prime due foto in alto rappresentano la linea “Leaves”, la terza la collezione “Flux”. Maggiori informazioni sul sito di Giulia.

























